Nessuno sa se fosse fosse stato il frutto di un puro caso, o se un misterioso disegno superiore del destino avesse fatto incrociare le loro due vite. Si sono conosciuti in una chat, inizialmente spinti dalla curiosità reciproca, e da un forte desiderio di giocare, e presto si erano scambiati i numeri di tel, con la promessa che le avrebbe fatto una sorpresa, e lei adorava le sorprese.
"Che voce!" pensò lei un giorno parlarndogli. Lui la chiamava le prime volte quando lei era ancora a scuola, lei affascinata da quella intrigante, quella voce che dicendole cose in modi che nessun altro uomo le aveva mai detto prima la fa sentire come l'unica donna sulla terra, si donna, perchè nonostante fosse giovanissima nel corpo, dentro, era già una donna a tutti gli effetti, che cercava...desiderava...con tutti i suoi bisogni, le voglie e le sue urgenze.
Lui e' più grande di lei, anche questo era stimolante. Tra di loro si instaurò un gioco sottile quando quella voce le iniziò pian piano a riempirle anche le notti sempre più spesso. Tra di loro ormai il gioco si era stabilito, non avevano stabilito le regole ma avevano preso spontaneamente i rispettivi ruoli, non si sà come si erano trovati, forse si erano sempre cercati come due, perfetti, pezzi di puzzle pronti ad incastrarsi, non si sa come ma alla fine si sono proprio trovati. La voce le faceva richieste sempre più provocanti e irrispettose per la gente superficiale che non sarebbe stata in grado di capire l'unicità del loro rapporto...lei e' affascinata ed eccitata dalle richieste di quella voce che la faceva sentire a suo agio, toccava una parte profonda ed intima del suo essere che nessuno riusciva a vedere, ma lui si, e la incuriosiva sapere fin dove si sarebbero spinti con le sue provocazioni, quanto coraggio avrebbe avuto, e se sarebbe riuscita a tirare fuori tutto quello di più segreto che lei aveva riposto dentro di sè come un tesoro sepolto in uno scrigno e che gli altri attorno a lei le avevano fatto credere che non fosse normale avere quelle fantasie e desideri, volevano che reprimesse quella parte di sè, cosi' lei era stata costretta a nasconderla dentro alle spesse pareti dello scrigno chiuso, anche se ogni giorno quei bisogni battevano i pugni contro le pareti, implorando di uscire, in attesa che arrivi la chiave che li liberi... Lui istintivamente sentiva il tesoro nascosto dentro di lei, e non ne era affatto spaventato o intimorito, accettava completamente quella parte di lei, la vedeva nella sua interezza. Il suo amore era in quello, non voleva solamente toccare il corpo di lei o il suo sesso, come avevano cercato e cercano gli altri uomini superficiali, lui voleva raggiungere la parte più intima e riposta di lei, la donna e la bambina assieme, oltre al suo corpo, sa toccarla in qualcosa di più profondo e lei lo sa, e può essere realmente se stessa in sua presenza, affidandosi a lui, che nelle sue richieste più piccanti e irrispettose, le fa capire di essere più premuroso e di darle quello di cui realmente ha bisogno, a differenza dei finti premurosi superficiali che vogliono solo prendere qualcosa da lei...
"Come sei vestita in questo momento?" una notte le chiede improvvisamente la voce per stuzzicarla.
"Ti piacerebbe in questo momento indossassi solo un perizoma eh?" pensò divertita lei.
"In questo momento indosso il mio pigiama per dormire" risponde come se fosse un nulla di chè per deluderlo ma al tempo stesso sfidarlo, per vedere dove voleva spingersi...
"E sotto cosa hai?" persistette la sua voce. "Regiseno e mutandine".
"Facciamo un gioco".
Iniziò.
"Prendi l'altra mano ed inizia ad accarezzarti col fondo del palmo l'inizio del mento, pian piano scendi accarezzandoti, il collo, piano fai piano, sempre più piano, chiudi gli occhi, e concentra le sensazioni sulla mano, senti il calore della tua mano che scende, delicata ma forte. Accarezza il tuo collo più volte, e senti il calore che cresce spontaneamente. Infilala sotto la maglia del pigiama, e accarezzati delicatamente nello spazio in mezzo hai seni, facendo su e giù, sempre più lentamente, sfiorati appena con la punta delle dita la pelle e senti tutte le sensazioni. Slacciati il regiseno per essere più libera, ed inizia nuovamente ad accarezzarti sul collo e nota come la sensazione di calore diventa più intensa. Inizia ad accarezzarti sopra i seni...fà piano...molto piano...giraci attorno col palma e poi con la punta dei polpastrelli, e adesso scendi sotto, nel punto in cui la pelle del seno tocca il petto, e accarezza li, poi scendi un pò sulla pancia, accarezzala delicatamente...ed ora risali piano di nuovo in mezzo ai seni...a fare dei cerchi piccoli con la dita vicino ai capezzoli, sempre più vicino...più ti avvicini e più vai piano..."
La voce sapeva esattamente cosa fare e come farlo, e lei era cosi' contenta che potesse abbandonarsi alle sue provocazioni senza pensare ed essere la sua schiava durante il loro gioco era qualcosa che quella parte di lei sente naturale.
"ecco...lentamente...lo so che vuoi disperatamente toccarti i capezzoli, ma...non puoi"
Questo le faceva schizzare l'adrenalina alla testa, la sua voce la prendeva e la accompagnava delicatamente, con sapiente maestria, come se la cullasse, in mondi e modi mai conosciuti prima, e la portava sempre più forte fino a sfiorare i limiti, poi fino ad un attimo dal perdersi, per poi frenarla nell' esatto istante che separa l'esplodere dall' eccitazione incontrollabile, cosi' da prolungare quella deliziosa tortura all'infinito...
"Bene, ora con i polpastrelli prendi hai lati dei capezzoli, e sfiorali piano, rigirandoli. Ora stringi di colpo un pò più forte, giraci attorno, avvicinandoti alle punte dei capezzoli. Come sono?
"Duri"
"Bene, ma non toccare la punta dei capezzoli, avvicinati piano, fa piano, più ti avvicini e più fai piano e rallenti sfiorando sempre di più a fior di pelle. So che vorresti stuzzicarti le punte con le dita ma non puoi".
La telefonata si interrompe di colpo.
Dopo un pò lo schermo del cellulare si illumina nella notte.
"Cazzo, sto per esplodere".
Un sorriso si stampa sul volto di lui.
Col tempo continuanorono i loro giochi.
Lei tante volte sentiva addosso una forte eccitazione fantasticando sul momento in avrebbe potuto toccare ed essere toccata da quella voce, in quei momenti l'assaliva un brivido di disagio misto ad adrenalina, le sue fantasie erano molteplici, a volte dolci e romantiche, a volte piccanti, a volte passionali...altre volte...e queste erano le sue fantasie più incofessabili, voleva essere presa come una bestia, con violenza animale senza potersi opporre, sottomessa dalla sua potenza, desiderosa di essere annullata sensazioni strabilianti. Era questo suo lato selvaggio che ancora faceva fatica a mostrare agli altri che non avrebbero capito, e che pian piano lei cercava di mostrare a lui anche se non le era facile, non ci era abituata.
E arrivò il giorno del loro incontro. Lei provava un misto di sensazioni contrastanti: era agitata, emozionata, ansiosa, spaventata, ma al tempo stesso si sentiva sorprendentemente tranquilla, in fondo dentro di sè sapeva quello che sarebbe successo...
Si incontrarono da lui, i loro sguardi si incrociavono, e poi subito l'abbraccio con passione e dolcezza. Quel giorno pioveva, lei si era bagnata. Lui fece qualcosa di sorprendente, che nessuno le aveva mai fatto prima: prese ad asciugarle minuziosamente i capelli d nel farlo le massaggiava la testa ed i capelli, poi la fece sedere delicatamente su quello che da quel momento sarebbe diventato il "loro" letto, e le svilò gli stivali per asciugarle i piedi zuppi, poggiandoli su di sè in modo tale che gli sfiorassero il pene, mentre glieli accarezzava con le sue grandi mani. Poi la fece girare e l'abbraccio da dietro, facendo aderire il suo pene duro sulle natiche di lei e strusciandoglielo contro, per farle sentire quanto era eccitato da lei, e lei invece faceva finta di niente...
Una volta asciutta, inizia a massaggiarle tutti i muscoli del collo, e delle spalle, anche questo non lo aveva mai fatto nessuno per lei, e poi la schiena. In pochissimo tempo lei era a suo agio, lei se ne accorse e le apri' le coperte del loro letto e la scivolarono assieme sotto le coperte, sorridendo assieme , e pregustando...stanno abbracciati per un pò ad occhi chiusi, lei per un attimo desiderando di rimanere in quel momento per sempre, lui la stringeva forte sul suo petto, sempre più forte l'uno all'altro, uniti assieme, in quel momento fu naturale baciarsi. Il loro primo bacio non non accadde come nei film, unico, ma erano cosi' bene assieme, che baciarsi più volte fu la cosa più naturale e rilassante del mondo, darsi decine di primi baci. Lei era cosi' a suo agio che quasi non si accorse di quando lui inizio ad accarezzarle il collo e a scendere con le sue mani dentro la camicia, alla ricerca della curva morbida del suo seno, glielo toccava da dentro il regiseno facendolo uscire piano piano costantemente, con le sue mani calde, glielo toccava dolcemente ma con fermezza, a volte con forza, e allo stesso tempo continuava a baciarla. sbottonandole tutta la camicia. "Questo lo togliamo". Le disse, e lei si sorprende di quanto gli era stato naturale togliersi il regiseno e mostrare il suo seno scoperto.
Col tempo, lui avrebbe capito che a lei piace mostrare il suo seno e farselo desiderare e toccare, lo intuiva ma in quel momento non lo sapeva ancora. Alternava su di lei baci, massaggi, e carezze, e pian piano la sua bocca scendeva lentamente dalle sue labbra per arrivare agli angoli della bocca, e poi sulla punta del mento iniziando a scendere sul suo collo, pian piano a fior di labbra, poi sempre più esigente, premeva con forza e passione come se volesse succhiare da lei la vita...lei inizia a respirare più profondamente, poi ad ansimare, mentre le bocca e la lingua calda di lui scendevano piano sopra ai seni, e poi giù sempre più giù proprio in mezzo hai seni. I brividi le scendono lungo la schiena, il suo corpo era un fascio di sensazioni uniche, superlative, sentiva di inziare a perdersi, sul seno sente un calore misto a scariche elettriche che la attraversano tutto il corpo fino a darle alla testa e al tempo stesso più in profondità...nel suo intimo. I capezzoli duri come macigni, e gonfi, il sangue alla testa, il suo fiato corto e pesante, le sue gambe erano molli come burro, mentre qualcosa di primitivo e selvaggio si faceva strada dentro di lei...lui le gira attorno ai seni con la lingua, li stuzzica, ronzandoci attorno, e baciandoli alternatamente, e li leccava attorno, ci respirava sopra e soffiava, ci si avvicinava tantissimo con le mani ed i suoi baci diventavano sempre più esigenti, non ce la faceva più, le deva alla testa il suo fare cosi', stava per urlargli di baciarli quei dannati capezzoli, altrimenti impazziva, sono in fiamme, parte tra le più sensibili del suo giovane corpo, ma a lui non interessava in quel momento solo il suo corpo, lui voleva farle perdere il controllo, tirare fuori parti della sua anima dagli aspetti del suo corpo che lui le aveva fatto conoscere.
Lui sentiva che lei stava per perdere il controllo, e cosi' le sussurrò in un orecchio sibillinamente:
" Coraggio piccola, puoi venire se vuoi, URLA, urla pure",e finalmente le baciava la punta dei capezzoli, ma quasi immediatamente i suoi baci cambiarono, diventavano più forti, duri, sensazione di denti sulle punte, le mordicchiava i capezzoli, e li baciava alternatamente, e sempre di più i morsi diventano forti, e le donava una punta di dolore.
"Dai vieni, urla il mio nome, puoi urlare tranquillamente".
Lui vuole tirarle fuori da lei la bestia, lei in un disperato come ultimo disperato tentativo di non rilasciare la bestia riposta nell'anima, gli morde con rabbia un dito, affondando i denti con forza inaudita come se volesse punirlo per aver osato farle questo. Lui sorride impassibile, non sente ignora il dolore al dito, aspetta che i muscoli di lei si rilassino e il respiro si calmi, fa una cosa improvvisa, le accarezza con forza la faccia, riempiendo tutta la sua faccia dentro la sua mano e la riaccarezza sempre con forza quasi come un padre accarezza un bimbo, lei è trovolta da sensazioni molto forti, ma si calma.
Tra di loro e' una lotta, tra lui che vuole tirare fuori la bestia, e lei che vuole impedirlo arrivando a lasciarli segni sul corpo per proteggersi da quella parte di se stessa e nel farlo lo ha morso. Lui dentro di se sorride perchè a morderlo non è stata lei, ma la bestia, e da quel momento capisce che ha già vinto la lotta. Potrà passare molto tempo, ma una parte di lei sarà sempre sempre sua.
Lo sapeva ma non ne era ancora cosciente in quel momento.
"Girati sulla schiena" e nel sussurrarglielo, con le braccia la sposta guidandola, lei è ben felice di essere prese e spostata come un oggetto, senza pensare. Inizia di nuovo a massaggiarle la schiena, lei si rilassa ancora, ed inizia a godersi il piacere del calore emanato dalle sue grandi mani, mani che la toccano...Lui di colpo inizia a baciarle delicatamente la schiena, questo le fa invadere il corpo e la testa di mille sensazioni e pensieri: lui tante volte provocatoriamente le ha promesso che le avrebbe baciato e leccato la schiena per ore ed ore, ogni volta stuzzicando la sua fantasia con sensazioni forti; come sa che quello la fà impazzire e nessun uomo se ne è mai accorto e lo ha fatto a lei prima è inspiegabile. Lui è diverso, semplicemente. Lui non sapeva cosa aspettarsi, aveva fantasticato quel momento alcune volte, decise di ascoltare e godersi la sensazioni date dalla sua presenza, non si sarebbe di certo aspettata quello che sarebbe dà li' a poco successo...
Le sue mani corrono lungo tutta la sua schiena nuda, i polpastrelli delle dita si insinuano sui sui fianchi, sulla spina dorsale, calore che corre su di lei, sente la punta delle dita che strusciano e poi il suo palmo che le allena i muscoli nei punti in cui sono tesi, le mani che sembrano valutare in qualche modo curve morbide della sua schiena, dal modo in cui la tocca, lei si inizia a domandare se lui non sia in realtà un chirurgo, che con precisione assoluta deve capire chi ha davanti senza lasciare nulla alle spalle prima di agire. O forse un esploratore, ecco i capelli di lei erano parte di una foresta salvaggia e incontrollata, i suoi muscoli tesi i dossi da scavalcare, le curve morbide della schiena dei percorsi sinuosi in cui farsi strada fino a trovarei suoi punti più sensibili, frutti succosi e selvatici di carne da cogliere e mangiare... Si ritrovò a sorridere a quei pensieri, quando il salvifico intervento della bocca di lui sulla sua pelle la riportò con un sussulto nel suo corpo. Sente che lui vuole davvero esplorarlae conoscerla a fondo, come se fosse un essere proveniente da un altro mondo, quello è il suo modo per conoscerla più di quanto nessuno avrebbe in vita sua.
La bacia a fior di labbra, pianissimo, sembra ad un occhio esterno che quasi voglia stare attento a non ferirla e lei fosse fatta di un cristallo fragile, pianissimo, il tempo sembra rallentare e dilatarsi mano che scende con la sua bocca, e più scende e più sente che và piano. Si domanda se volesse prenderla per sfinimento e considerando che con ogni bacio a fior di labbra per quanto fosse delicato, le manda delle sensazioni sulla pelle sempre più forti, ci sarebbe anche riuscito, un pensiero che da i brividi... Il fresco dell'aria sottile che le sfiora i pori della pelle dandole un leggero brivido di piacere, le sue mani indagatrici che cercano, prendono, pretendono, il calore della sua bocca ed il suo respiro, che gli scende lungo la schiena, dandole brividi diversi, lei prova tutte queste sensazioni assieme: è rilassata ma allo stesso tempo un fascio di nervi, è stuzzicata, ma attente; fu un attimo, e una sensazione più calda ed umida le corre all' inizio della schiena. Lui come se fosse un animale, istintivamente lecca la sua preda per incantarla, con colpi di punta secchi, poi ampi e lunghi e velocissimi e poi succhia con le labbra con forza sempre maggiore; dopo poco con ogni colpo di lingua, nella testa di lei si accendono le stelle, e il fuoco divampa, non pensava di scoprire questi aspetti del suo corpo, quello che prova in questo momento non è nè peggio nè meglio di come lo immaginava, è diverso, è vero. "Il tuo corpo è come una melodia". La sua voce interrompe la notte, come per rispondere alla domanda inespressa di lei: "Ogni punto della tua schiena è uno strumento musicale dell'orchestra che io devo dirigere: quel punto è il pianoforte, se lo premi emette un suono unico e va maneggiato nel giusto modo, cambiando velocità ed intensità della pressione per ottenere un suono più intenso o delicato.
Quello è una chitarra, va strofinata con la punta delle dita, li' cè un altro strumento, ed io devo accordarli tutti ed ed unirli tutti quegli unici suoni per tirar fuori una melodia magica da te". Le accarezza di colpo i fianchi, lei sussultà, fremita, si morde la punta delle labbra, quando è rilassata diventano molto sensibili...
Le lecca il collo, lo bacia, no, non sono più baci, sono...morsi, che sempre più sfiorano il confine sottile tra lasciarle un segno leggero e il dolore di farle sentire i denti che affondano la carne con un pizzico di sadismo. Questo lo attrae di lui, il misto sapiente di dolcezza e crudeltà: Un minuto prima le dice qualcosa di bellissimo e dolce, il minuto dopo le sembra che voglia strapparle la pelle a morsi per divorarla, e godendo nel farle sentire un pò di male, un qualcosa da far perdere la testa...
Respirando sopra di lei, si adagia stretto alla sua schiena, una mano scivola sul suo seno, stimolandola attorno ai capezzoli. Nello stesso momento, le allarga le gambe strofinando il suo pene caldo e duro alle natiche di lei, e le bacia il collo con passione, e mentre fa tutto questo inizia a prenderle e tirarle la punta dei capezzoli con la mano, mandandole scosse alla testa e un forte calore nel grembo sempre più intenso e frequente, con l'altra mano scende proprio in mezzo alle gambe allargandogliele, accarezzala sopra ai jeans sempre profondamente...
Mentre accoglie tutte queste sensazioni assieme, lei è ad un attimo dal sentire la melodia...silenzio, lui smetto tutto bloccandosi, la gira, la guarda negli occhi, e la bacia teneramente, e mentre lei sente ancora in bocca il sapore della sua, le infila tra le labbra due dita: "Chiudi gli occhi ed inizia a succhiarle".
Lui muove sù e giù le sue dita come se fossero una cosa sola. Se le fà succhiare avidamente.
" Immagina che siano qualcos'altro". La fantasia di lei si accende mentre succhia con voluttà unendoci anche la lingua. In poco tempo è completamente persa nell'atto. Se in quel momento al posto delle dita ci fosse stato il suo pene, lui avrebbe gridato andando in paradiso nella bocca di lei, ma non era il suo pene, bensi' le dita, ma lei non percepiva alcuna differenza, è questo che è incredibile. Lui è come un virus: Non vuole scoparla, vuole colonizzare la sua mente, conquistarla imprimendosi dentro per rimanervi nascosto apperentemente, ma sempre presente anche dopo anni. Lui ha capito che è al tempo stesso: gaia; triste; docile; selvaggia; fragile; fiera; felina; carezzevole; crudele; romantica; eterna vergine; novizia provetta; timida femmina; maestra d' esperienze; sbarazzina; languida; poetica; maliziosa; temeraria; e non nè aveva affatto paura nè sarebbe stato travolto da tutti quegli aspetti che componevano l' essenza della sua persona. Il suo bisogno più grande è di essere presa, e sottomessa come una schiava, e nell'essere scopata, cioè amata totalmente, sottomettere l'uomo e prendere le redini del comando.
Lui però si ferma sempre ad un attimo prima del darle la soddisfazione del farla diventare la sua preda, per non cederle le redini e prolungarle all'infinito quel desiderio...
Le allarga le gambe, ma non le ha ancora nemmeno sfilato i jeans: "Voglio forti sentire quanto sono uomo".
Muove il bacino in avanti, lei sente immediatamente il pene duro e caldo che preme nei suoi pantaloni, spunge ancor di più il bacino in avanti come un' onda del mare, lei sente il pene gonfio che la accarezza, e scosse nel ventre e poi più in basso vampe di calore, e sangue che va alla testa. Lui continua con insistenza, e sempre più forza, sembra che vuole distruggere i pantaloni, non la sta scopando realmente, non è sesso, ma il corpo e la testa di lei non riescono più a capire cosa sia reale e cosa no, mentre lui prosegue ritmicamente, lei inizia ad avere il respiro pensante, sente quanto lui è un uomo, solo i vestiti li proteggono dal diventare una cosa sola, ma lui non vuole scoparla, vuole solo assicurarsi che lei lo senta...
Lui usa il sesso come un mezzo di comunicazione. Ad un occhio superficiale i due stanno scopando, in realtà lui usa il sesso come strumento per entrare in contatto in modo autentico con lei, non è solo sesso, è sensazioni, è sapori, odori, scosse e calore. Il sesso è il modo che usa per darle un percorso si iniziazione alla sua anima.
Passano gli anni, per un pò non si vedono, ma nonostante il tempo passato, da quando lui facendosi mordere dalla bestia è penetrato in lei, come una goccia di sangue tra i denti, il loro gioco non ha fine.
Una sera lo schermo del cellulare si illumina ed annuncia una nuova inaspettata chiamata:
"Ciao sono io...è un pò che non ci sentiamo..."
ANTARAX



